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Programma di Ricerca
Progetti in corso
Progetti conclusi

 

 

 

 

 

 

 

 

IL PROGRAMMA DI RICERCA 2010


Il Programma CRR 2010 è articolato in 4 progetti di ricerca che si sviluppano sulle 4 tematiche ormai consolidate nel Centro e che sono le seguenti:

Tematica 1 – irrigazione, gestione del suolo e delle colture
Tematica 2 – filiere bioenergetiche
Tematica 3 – studi ambientali e territoriali
Tematica 4 – studi e ricerche agro-alimentari


Il programma 2010 punta a rafforzare le conoscenze sviluppate nei programmi realizzati negli anni precedenti. Le attività proposte sono tese, in parte, a dare continuità ai progetti pluriennali che per la loro tipologia, necessitano di uno studio di medio-lungo termine. Ulteriori attività, di carattere innovativo, ma che rientrano sempre nell’ambito delle 4 tematiche di ricerca citate, cercano di potenziare le conoscenze e creare i presupposti affinché il Centro possa disporre di una base scientifica sufficiente per proporsi all’esterno con le sue idee progettuali e con i suoi ricercatori.
I progetti proposti all’interno di ciascuna tematica sono di seguito riportati:
Tematica 1 – Irrigazione, gestione del suolo e delle colture


PROGETTO 1 IMPATTO DELLE PRATICHE AGRONOMICHE, TECNICHE INNOVATIVE E QUALITÁ DEI PRODOTTI


Tematica 2 – Filiere bioenergetiche
 

PROGETTO 2 AGRO-ENERGIE: un’opportunità per l’agricoltura e l’ambiente


Tematica 3 – Studi ambientali e territoriali


PROGETTO 3 ATTIVITÀ AGRICOLA E RISORSE NATURALI: alcune proposte per ridurre gli impatti negativi sull'ambiente


Tematica 4 – Studi e ricerche agro-alimentari
 

PROGETTO 4 QUALITÀ AGROALIMENTARE: aspetti qualitativi, nutrizionali e di sicurezza alimentare di alcune produzioni tradizionali



Ciascun progetto è articolato in più attività ognuna delle quali è affidata a un ricercatore.

 

PROGETTO 1 - IMPATTO DELLE PRATICHE AGRONOMICHE, TECNICHE INNOVATIVE E QUALITÁ DEI PRODOTTI


La variabilità delle condizioni ambientali giocano un ruolo non secondario sulla stabilità dei risultati della ricerca agronomica. I fattori naturali, infatti, sono in continuo cambiamento e negli ultimi anni appaiono sempre più preoccupanti i cambiamenti climatici legati all’attività antropica, tra cui l’aumento della CO2 e il conseguente innalzamento della temperatura. I cambiamenti del clima manifestano i loro effetti più vistosi con la modificazione della distribuzione delle precipitazioni. Assistiamo, sempre più spesso a un allungamento dei periodi di siccità a cui fanno seguito eventi piovosi eccezionali che provocano alluvioni e catastrofi ambientali. Pertanto, per una maggiore solidità dei risultati è necessario approfondire le ricerche, ripeterle per più anni consecutivi, in modo da ridurre la fonte di errore legata alla variabilità delle condizioni pedoclimatiche.
Presso il COTIR sono in corso di svolgimento da qualche anno una serie di attività sperimentali che mirano a valutare la sostenibilità di alcune tecniche agronomiche.
Nel progetto si identificano tre linee di ricerca, la prima volta a studiare e ottimizzare l’uso della risorsa idrica e la gestione del suolo, la seconda mira a valutare l’efficacia di formulati, misti, a base di batteri e funghi sul potenziamento dell’attività radicale e di resistenza ad alcuni parassiti, la terza valuta la performance produttiva di alcune specie e varietà di cereali a paglia.
Le linee di ricerca e le principale attività sono di seguito elencate:

1. Irrigazione e gestione del suolo: risvolti produttivi, agronomici e ambientali
• Attività 1 - Influenza dell’irrigazione e della gestione agronomica del suolo sulla dinamica di accrescimento e sulla qualità del prodotto della vite da vino.
• Attività 2 Risposta del frumento duro in monosuccessione coltivato con tecnica convenzionale e conservativa.

2. Applicazione di microrganismi PGPR
Attività 3 - Applicazione di microrganismi PGPR per il miglioramento della resa e delle caratteristiche qualitative delle produzioni e per la riduzione dell’impatto ambientale delle pratiche agronomiche

3. Valutazione della performance produttiva e qualitativa di colture erbacee da pieno campo
• Attività 4 - Valutazione della performance produttiva e qualitativa di varietà di orzo e triticale a semina autunnale.



PROGETTO 2 - AGRO-ENERGIE: un’opportunità per l’agricoltura e per l’ambiente


Il problema della sicurezza e diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico, insieme alla consapevolezza degli effetti ambientali dell’uso delle fonti fossili di energia, stanno spingendo sempre di più l’agricoltura verso fonti di energia rinnovabili. Per le aziende agricole, produrre “agro-energia” è un’opportunità di sviluppo supportata dai sostegni regionali ed europei, e un modo per contribuire a salvaguardare l’ambiente.
L’Unione Europea mira ad aumentare l’uso delle risorse rinnovabili per limitare la dipendenza dalle fonti fossili convenzionali e allo stesso tempo far fronte ai pressanti problemi di carattere ambientale che sono generati dal loro utilizzo. L’uso dei combustibili fossili, infatti, ha un impatto negativo sull’ambiente e non ci sono dubbi ormai sull’urgenza di ridurre le emissioni di anidride carbonica e rallentare il processo di riscaldamento globale.
Nell’aprile del 2009 sono state emanate dall’Unione Europea quattro Direttive con le quali è stato adottato un pacchetto globale di misure per ridurre il contributo dell'UE al riscaldamento del pianeta e garantire la sicurezza e la sostenibilità degli approvvigionamenti energetici. Il pacchetto, che costituisce la più vasta riforma della politica energetica europea, mira a fare dell'Europa il leader mondiale nel campo delle energie rinnovabili e delle tecnologie a basse emissioni di anidride carbonica (CO2).
L'Unione Europea, con queste direttive, punta all’obiettivo del “20-20-20”: abbattere del 20% le emissioni di gas ad effetto serra, promuovere l'impiego delle energie rinnovabili (arrivando ad una quota del 20%) e limitare del 20% i consumi energetici entro il 2020 (rispetto ai livelli del 1990). Tali misure ridurranno anche la dipendenza dalle importazioni di gas e idrocarburi e proteggeranno l'economia dalla volatilità dei prezzi energetici e dall'incertezza delle forniture.
Purtroppo la conferenza di Copenaghen sul clima appena conclusa ha deluso le attese dell'Unione Europea.
Nel testo, lungo meno di tre pagine, mancano elementi che l'Unione ritiene fondamentali, tra cui obiettivi collettivi per la riduzione delle emissioni di gas serra. Non solo non si indica il 2010 come scadenza entro la quale va concluso un trattato, ma non viene neppure menzionata la necessità di un accordo giuridicamente vincolante. Eppure anche un risultato così modesto si è rivelato difficile da raggiungere.
Il documento approvato al termine della conferenza di Copenaghen invita a ridurre le emissioni di gas serra, allo scopo di limitare il riscaldamento globale a meno di 2°C, valore considerato come la soglia al di là della quale il cambiamento climatico potrebbe degenerare in una spirale incontrollabile. I paesi sviluppati sono esortati a compiere tagli profondi e verificabili, mentre quelli in via di sviluppo dovrebbero iniziare a ridurre le loro emissioni e riferire in merito ai risultati raggiunti ogni due anni, lasciando spazio a consultazioni e analisi a livello internazionale.
A livello regionale il 16 dicembre 2009 è diventato operativo il Piano energetico regionale (PER) dopo che Il provvedimento amministrativo presentato dalla Giunta ha ottenuto, per la prima volta, l’approvazione del Consiglio Regionale.
Il Piano Energetico Regionale (PER) è lo strumento principale attraverso il quale la Regione programma, indirizza ed armonizza nel proprio territorio gli interventi strategici in tema di energia. Si tratta di un documento tecnico nei suoi contenuti e politico nelle scelte e priorità degli interventi.
Il Piano analizza i bisogni energetici della regione e le potenzialità del territorio nella produzione di energia da fonti rinnovabili: dall’idroelettrico al solare termico, dalle biomasse, solide e liquide, fino all’eolico. L’obiettivo principale del Piano Energetico è arrivare per il 2015 al 51% di consumo di energia garantita dalle fonti rinnovabile.

Il CO.T.IR., da qualche anno, ha intrapreso una serie di attività di ricerca e di sperimentazione nel campo delle agro‐energie. Con il presente progetto di ricerca si intende quindi proporre sei progetti che riguardano:
Attività 1: “Valutazione tecnica ed ambientale dell’impiego di cloni di pioppo in regime asciutto e irriguo nell’ambiente pedo-climatico dell’Italia centrale.”
Attività 2: “Valutazione della risposta produttiva di alcune varietà di sorgo da biomassa in coltura asciutta e con l’ausilio dell’irrigazione.”
Attività 3: “Valutazione della tecnica di gestione del suolo sulla resa in granella e sulle caratteristiche energetiche della Brassica carinata.”
Attività 4: “Messa a punto della tecnica agronomica del tabacco energetico e valutazione quali-quantitativa dell’olio.”
Attività 5: “Sperimentazione in laboratorio di colture innovative quali le alghe da olio per la produzione di biodiesel.”
Attività 6: “Valutazioni economico-energetico-ambientali sul distretto agro-energetico nella Regione Abruzzo.”

L’attività di divulgazione dei risultati è di fondamentale importanza affinché il progetto di ricerca possa avere una ricaduta sul territorio abruzzese. Pertanto sarà necessario mettere in atto tutte quelle forme di divulgazione che possano dare visibilità alla ricerca svolta: una pagina web sul sito del CO.T.IR., seminari divulgativi, pubblicazioni ecc.


PROGETTO 3 - ATTIVITÀ AGRICOLA E RISORSE NATURALI: alcune proposte per ridurre gli impatti negativi sull'ambiente

 

Premessa
Le attività agricole, così come le altre, possono avere effetti profondi sull’ambiente, modificando gli habitat naturali e incidendo sui paesaggi, sulle piante e sugli animali e in generale sulle risorse naturali quali suolo, acqua, energia, clima e biodiversità. Fenomeni come l'erosione del suolo, la sempre minor disponibilità di acqua per l'irrigazione, la salinizzazione e la contaminazione con sostanze tossiche ed, infine, la perdita di biodiversità sono tutte conseguenze di un tipo di agricoltura molto intensiva, che si è andata semplificando nel tempo con la monocoltura, l'uso di pesticidi, di erbicidi, di fertilizzanti chimici e con coltivazioni molto uniformi.
Sulla base di queste considerazioni si è sviluppato il concetto di agricoltura sostenibile, che significa una gestione degli elementi e delle risorse agricole tale da soddisfare le diverse necessità umane, mantenendo integre le risorse naturali di base ed evitando la degradazione dell'ambiente.
In termini operativi lo sviluppo sostenibile può essere perseguito attraverso:
• un impiego delle risorse rinnovabili tale che il tasso di utilizzo non sia superiore a quello di rigenerazione;
• una immissione di rifiuti nell'ambiente pari o minore alla sua capacità di assimilazione.
L’Unione Europea riserva un’attenzione particolare ai temi ambientali nell’elaborazione della politica agricola comune (PAC) e incoraggia un’agricoltura sostenibile e rispettosa dell’ambiente naturale. La politica agricola dell’UE è in continua evoluzione. Alle sue origini, 50 anni fa, l’accento era posto sulla necessità di produrre cibo sufficiente per un’Europa che usciva da un decennio di carestie dovute alla guerra. L’attuale politica dell’UE punta a far sì che i produttori di alimenti di ogni genere siano in grado di competere in modo autonomo sui mercati dell’UE e su quelli mondiali. Se necessario, la PAC provvede ad integrare il reddito degli agricoltori per assicurare loro un tenore di vita accettabile. Questa assistenza è tuttavia legata al rispetto degli obiettivi più generali di igiene degli allevamenti, sicurezza alimentare, salute e benessere degli animali, tutela del paesaggio rurale tradizionale e protezione degli uccelli e della fauna selvatica.
In questo senso, un passo importante è stato compiuto con la riforma della PAC del 2003, che ha subordinato la concessione dei finanziamenti comunitari al rispetto delle norme ambientali. L’azione comunitaria punta inoltre a limitare ogni sorta di inquinamento di origine agricola, a incoraggiare lo sviluppo della produzione e dell’impiego di biocarburanti e a difendere la biodiversità.
Oltre alla PAC l’Unione Europea ha introdotto una serie di misure che vanno in questa direzione:
• la direttiva quadro sulle acque 2000/60/CE;
• la cosiddetta “direttiva nitrati”, atta a ridurre e prevenire l’inquinamento delle falde acquifere causato o indotto dai nitrati di origine agricola, che sono una delle maggiori cause di inquinamento delle acque da fonte diffusa;
• un'ampia strategia nel campo della sicurezza alimentare relativa non soltanto agli alimenti, ma anche alla salute e al benessere degli animali e alla salute delle piante. Le norme generali sono accompagnate da misure speciali per i settori in cui è giustificata una tutela dei consumatori più specifica, come l'uso di pesticidi, gli integratori alimentari, i coloranti, gli antibiotici e gli ormoni.

In relazione a quanto detto di seguito sono state proposte due attività di ricerca che hanno come obiettivo generale quello di potere disporre di strumenti che a vario livello consentano di attuare politiche agricole appropriate. La prima offre la possibilità di valutare l’inquinamento da nitrati di origine agricola su un bacino idrografico e di simulare scenari futuri in base all’applicazione di buone pratiche in accordo anche con gli obiettivi della Direttiva quadro sulle acque. La seconda pone l’accento sulla gestione degli agro farmaci e del sistema delle certificazioni e della loro scarsa applicazione nel settore agricolo.
 

PROGETTO 4 - QUALITÀ AGROALIMENTARE: aspetti qualitativi, nutrizionali e di sicurezza alimentare di alcune produzioni tradizionali

 

Premessa
I requisiti di salubrità, funzionalità e genuinità che da alcuni anni caratterizzano le richieste di mercato, hanno indubbiamente fatto compiere un significativo salto di qualità al settore agro-alimentare.
I consumatori, infatti, sono molto più orientati nell’acquistare prodotti alimentari di qualità, concetto quasi sempre associato alla certificazione d’origine. Quindi, è indubbia l’attrattiva commerciale che possono esercitare le etichette dei prodotti alimentari con l’indicazione di certificazione circa la qualità dell’alimento prodotto.
Per rispondere alle esigenze di un mercato sempre più orientato alla “qualità”, le aziende possono attuare innumerevoli strategie:


1. strategie legate alla vendita diretta di prodotti da parte degli agricoltori che instaurano spesso relazioni di conoscenza e di fiducia con i consumatori.


Molte aziende raggiungono livelli di assoluta eccellenza. Si tratta di una tipologia da non sottovalutare, anche se è un segmento limitato delle imprese italiane, perché può fornire livelli di reddito soddisfacenti per molti imprenditori.


2. strategie legate alla vendita di prodotto tipico trasformato e confezionato per commercianti qualificati, ristoranti, catene specializzate.


Si tratta di valorizzare, con marchi garantiti, un esteso patrimonio di saperi perfezionati nel tempo e di tecnologie adattate a specifici ambiti locali. Quando un prodotto tipico riveste una notevole reputazione, raggiunge (o potenzialmente può raggiungere) una certa soglia di produzione e può essere commercializzato anche al di fuori dell’ambito locale. Tra le varie strade da percorrere c’è quella delle denominazioni registrate e tutelate a livello comunitario: DOP, IGP, STG e agricoltura biologica.


3. strategie legate alle filiere dei prodotti alimentari freschi, la carne per esempio, ma anche l’ortofrutta.


In questi casi appare molto interessante la certificazione di prodotto volontaria. Per i prodotti ortofrutticoli freschi può trattarsi anche di una certificazione molto semplice, ma significativa per il consumatore, fondata su disciplinari che indicano l’origine, il controllo o l’assenza dei residui, la conformità varietale, la ricchezza di elementi nutritivi.


4. strategie particolari che, talvolta, si integrano con quelle già indicate.

 

La più importante è quella dell’agricoltura biologica, con una specifica certificazione regolamentata dall’Unione europea. Questi metodi di produzione hanno una forte valenza ambientale ed etica e riscontrano un interesse crescente di larghe fasce di consumatori.


5. strategie legate alla tracciabilità e rintracciabilità dei prodotti agroalimentari.


Il presente progetto mira a valorizzare la qualità di alcune produzioni agro-alimentari della regione Abruzzo e a garantirne la sicurezza alimentare.
In particolare, le linee guida della ricerca saranno:
- valutare l’efficienza del packaging nella conservazione degli alimenti in base alla determinazione del profilo metabolico dell’alimento in differenti tipi di pacchetto;
- caratterizzare l’aspetto qualitativo e biofunzionale di frumenti, teneri e duri, di vecchie varietà autoctone abruzzesi in considerazione del loro genotipo e del loro adattamento;
- valutare tecniche di produzione a basso impatto agricolo;
- caratterizzare il profilo metabolico delle farine di frumento duro;
- definire caratteristiche peculiari di alcuni oli monovarietali della regione Abruzzo in funzione del metodo e dell’ambiente di coltivazione.

Il progetto è articolato nelle 4 attività.
 

 

 

 

 

 

 

 

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